Allergie e intolleranze più comuni

Quando gli alimenti non sono tollerati e provocano dolori, è possibile che la causa sia un’intolleranza alimentare. Sotto questo termine si raggruppano le allergie e le intolleranze alimentari. In Svizzera oltre un milione di persone soffre di una forma di allergia o intolleranza alimentare.

Uomo con cappello di paglia in un campo di grano
  • Allergie alimentari: sintomi

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    Nei paesi industrializzati dal 5 all’8% dei bambini e dal 2 al 4% degli adulti soffrono di un’allergia alimentare. In Svizzera coloro che evidenziano un’allergia alimentare sono circa mezzo milione.

     

    In presenza di un’allergia alimentare il sistema immunitario reagisce in misura massiccia contro componenti innocui di un alimento (per lo più proteine). I cosiddetti anticorpi IgE individuano l’allergene e le cellule di difesa del sistema immunitario (mastociti) iniziano a rilasciare diversi neurotrasmettitori. Questi neurotrasmettitori (per esempio istamina, leucotriene) attivano i sintomi dell’allergia.

    Sintomi delle allergie:

    • prurito, bruciore, sensazione di secchezza del cavo oro-faringeo (sindrome orale allergica)
    • vomito, nausea, diarrea
    • orticaria, edema di Quincke
    • rinite acquosa allergica, congiuntivite allergica
    • attacchi di asma, dispnea
    • vertigini, senso di soffocamento
    • choc anafilattico (choc che può risultare letale, collasso cardiocircolatorio)

    I sintomi si manifestano solitamente pochi secondi o minuti dopo il contatto con l’alimento. Spesso sono sufficienti le tracce di un alimento per scatenare pesanti reazioni allergiche.

     

    Sulla violenza di una reazione allergica incidono alcuni fattori, tra cui:

    • stato di salute generale
    • stress
    • assunzione di medicine
    • freddo (anche bevande fredde) o caldo
    • un altro alimento ingerito contemporaneamente
    • attività fisica
    • alcol
  • Allergie alimentari: diagnosi

    Il medico può determinare la presenza di un’allergia alimentare tramite un apposito test. Il soggetto interessato contribuisce a una diagnosi rapida con un’autosservazione che sia il più precisa possibile.

    • Quali sintomi si presentano?
    • Che cosa ho mangiato? Quanto ne ho mangiato?
    • I sintomi si presentano tutte le volte che mangio questo alimento?
    • Che cosa ho bevuto?
    • Ho consumato alcol?
    • Soffro di altre allergie che potrebbero evidenziare un nesso con l’intolleranza?
    • Prima ero attivo fisicamente? Avevo subito uno stress? C’è qualcosa che mi crea una situazione di stress?

    Dopo aver posto una serie di domande precise al paziente (anamnesi) viene solitamente effettuato un esame del sangue e della pelle. Può inoltre essere svolta un'analisi della reazione allergica somministrando determinati allergeni al paziente.

    • L’esame del sangue misura specifici anticorpi ( i cosiddetti anticorpi IgE) contro il presunto allergene.
    • Nell’esame cutaneo (prick test) viene iniettata nella faccia volare dell’avambraccio una goccia dell’allergene liberato nel liquido e inserita nella pelle con un ago. Si può poi rilevare la reazione sulla pelle: può essere effettuata un’analisi della reazione allergica somministrando l’alimento apertamente o di nascosto. Successivamente la reazione del soggetto viene monitorata sotto il profilo medico per diverse ore. 
  • Intolleranze alimentari

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    Negli ultimi anni il numero di soggetti che evidenziano un'intolleranza alimentare è aumentato. I motivi sono probabilmente molteplici. Nonostante la diagnosi si sia rafforzata in questo campo, si può affermare che le intolleranze alimentari non vengono mai riconosciute e diagnosticate a sufficienza.

     

    Le intolleranze alimentari non sono riscontrabili con test allergenici.

     

    Le più diffuse sono:

    • intolleranza al lattosio
    • celiachia - intolleranza al glutine
    • reazioni d’intolleranza non definite (pseudo allergie)
  • Etichettatura degli allergeni: l’elenco degli ingredienti quale fonte di informazione

    Image Etichettatura degli allergeni: l’elenco degli ingredienti quale fonte di informazione
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    L’elenco degli ingredienti rappresenta per le persone che soffrono di un’allergia o di un’intolleranza la fonte d’informazione più preziosa, in quanto offre le basi principali per poter decidere negli acquisti giornalieri.

     

    Osservare sempre l’elenco degli ingredienti!

    Gli ingredienti che notoriamente spesso scatenano allergie o altre intolleranze (definiti in breve allergeni) devono essere indicati nell’elenco degli ingredienti sugli imballaggi degli alimenti. È un obbligo previsto dalla legge. Questo principio si applica anche qualora l’ingrediente sia presente soltanto in quantità ridotte o in quanto componente di un ingrediente composto.

     

    L’obbligo di informazione va rispettato anche per gli alimenti venduti sfusi e la gastronomia. È opportuno chiedere ragguagli direttamente al personale in loco.

  • Gli allergeni più diffusi

    Secondo il diritto in materia di derrate alimentari, gli elementi elencati di seguito, che scatenano allergie e altre reazioni di intolleranza, sono gli allergeni più diffusi. Devono sempre figurare nell’elenco degli ingredienti:

    • cereali contenenti glutine, come grano, segale, orzo, avena, farro, kamut (khorasan) o relativi tipi ibridi, e prodotti derivati
    • crostacei e prodotti derivati
    • uova e prodotti derivati
    • pesce e prodotti derivati
    • arachidi e prodotti derivati
    • semi di soia e prodotti derivati
    • latte e prodotti derivati (compreso il lattosio)
    • frutta a guscio (noci), ossia mandorle (Amygdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci (Juglans regia), anacardi (Anacardium occidentale), noci pecan (Carya illinoiesis) noci del Parà (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci di Macadamia e le noci di Queensland (Macadamia ternifolia) e prodotti derivati
    • sedano e prodotti derivati
    • senape e prodotti derivati
    • semi di sesamo e prodotti derivati
    • anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg / kg oppure 10 mg / l, espressa come SO2
    • lupini e prodotti derivati
    • molluschi e prodotti derivati
  • Che cosa significa “Può contenere…”?

    In Svizzera si devono dichiarare inoltre gli ingredienti mescolati inavvertitamente con allergeni, nella misura in cui un valore massimo fissato per legge venga superato o possa verificarsi tale situazione. La dichiarazione può essere formulata, per esempio, con “Può contenere…”.


    In caso di quantità ridotte mescolate inavvertitamente l’aggiunta di questa indicazione è facoltativa.



    È possibile che questo avvenga negli impianti di produzione o durante l’immagazzinamento delle materie prime. Purtroppo in alcuni settori non si può evitare.

  • Pelli sensibili

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    Se la pelle reagisce in modo sensibile a determinate sostanze o a certi agenti, spesso si tratta di un eczema da contatto (definito anche dermatite da contatto). È una reazione infiammatoria non infettiva della pelle a sostanze e agenti esterni e figura tra le malattie della pelle più diffuse.



    L’eczema da contatto può essere di breve durata o intenso, ma anche di lunga durata e cronico. La pelle si infiamma, è arrossata, può gonfiarsi, sviluppa papule (rosse) e vescicole, che poi scoppiano generando piaghe aperte e dolorose. Se il fenomeno si prolunga, gli eczemi possono provocare un ispessimento delle zone cutanee interessate, si formano delle screpolature e la pelle si secca. Gli eczemi in genere si accompagnano anche a un fastidioso prurito.

    • Gli eczemi da contatto irritativi sono particolarmente frequenti. Insorgono in seguito all’usura della barriera cutanea.
    • Gli eczemi da contatto allergici sono meno frequenti. Sono provocati da una reazione di difesa dell’organismo nei confronti di sostanze di norma innocue.

    Gli eczemi insorgono sempre laddove la pelle è venuta a contatto con la sostanza che li scatena. Compaiono quindi soprattutto nelle zone esposte, ossia le mani e il viso.



    Possibili responsabili:

    • metalli come il nickel, spesso presenti nella bigiotteria alla moda
    • profumi nei cosmetici, nei detersivi e nei prodotti di pulizia
    • conservanti nei cosmetici, nei detersivi e nei prodotti di pulizia
    • il cromato nel cemento

    Raccomandazioni:

    • evitare qualsiasi contatto con la sostanza problematica
    • utilizzare cosmetici privi di profumo e conservanti
    • scegliere detersivi e prodotti di pulizia senza coloranti né conservanti
  • Allergia alle proteine del latte

    Descrizione e sintomi

    Delle allergie alimentari, l’allergia alle proteine del latte vaccino è quella che si manifesta più frequentemente alla nascita e nella prima infanzia. La maggior parte dei bambini interessati (circa l'80%) sviluppa tuttavia una tolleranza al latte vaccino e ai prodotti derivati entro l'età scolare. L’allergia alle proteine del latte è un fenomeno meno frequente presso gli adulti.

     

    Possibili sintomi:

    • diarrea
    • disturbi della crescita, perdita di peso
    • eczemi

    Caseina e proteine del siero di latte

    Il latte vaccino contiene circa 25 diverse proteine, ognuna delle quali potrebbe teoricamente causare un'allergia. La maggior parte delle allergie si manifesta tuttavia dopo il consumo di caseina o di proteine del siero di latte. Caseina e proteine del siero di latte sono resistenti al calore, ciò significa che il latte vaccino non viene tollerato nemmeno se pastorizzato o UHT (riscaldato a temperatura ultra-alta). La caseina è presente nel latte di tutti i mammiferi. Le proteine del siero del latte sono invece contenuti in tale forma esclusivamente nel latte vaccino.

     

    Suggeriment alimentari

    In caso di allergia alle proteine del latte vaccino è necessario rinunciare al consumo di latte vaccino e di prodotti a base di latte vaccino. Il latte di capra e di pecora non costituiscono un'altenativa, in quanto contengono le stesse proteine o proteine molto simili e possono quindi scatenare reazioni allergiche.

     

    I seguenti prodotti possono contenere latte o residui di latte:

    • prodotti di pasticceria e panetteria
    • salse e condimenti per insalate
    • minestre
    • salumi
    • prodotti pronti

    Leggere sempre le avvertenze sulle confezioni. Il latte e i prodotti a base di latte (panna, burro, formaggio ecc.) devono sempre essere inseriti nell’elenco delgi ingredienti, anche se sono presenti in quantità trascurabili.

     

    Tracce di latte possono anche finire non intenzionalmente in un prodotto alimentare durante il processo di elaborazione. Questo talvolta non si può evitare. La presenza di tracce deve essere indicata, qualora venga superato il valore massimo fissato per legge (1 g / kg) o possa essere superato (per esempio “Può contenere latte”). L’indicazione della presenza di tracce inferiore al valore massimo fissato per legge è facoltativa.

     

    I prodotti aha! “senza latte“

    I prodotti aha! con l‘avvertenza “senza latte“ sono particolarmente adatti ai soggetti interessati. Sono preparati con particolare attenzione al fenomeno dell’allergia e controllati da organi indipendenti. I prodotti aha! della Migros garantiscono la massima sicurezza possibile.

  • Allergia alle arachidi

    Descrizione e sintomi

    L’allergia alle arachidi può manifestarsi precocemente, già in età infantile e permane per lo più per tutta la vita. L'allergia alle arachidi rappresenta una delle allergie alimentari più gravi poiché in determinati casi può causare gravi reazioni allergiche anche dopo l'assunzione di piccole quantità.

     

    Possibili sintomi:

    • prurito, bruciore, sensazione di secchezza del cavo oro-faringeo (sindrome orale allergica)
    • vomito, nausea, diarrea
    • orticaria, edema di Quincke
    • rinite acquosa allergica, congiuntivite allergica
    • attacchi di asma, dispnea
    • vertigini, senso di soffocamento
    • choc anafilattico (choc che può risultare letale, collasso cardiocircolatorio)

    Suggerimenti alimentari

    Le arachidi e gli ingredienti contenenti arachidi come il burro di arachidi o gli snack a base di arachidi (esempio: flips alle arachidi) non possono essere assunti. Oli di arachidi raffinati, tipo quelli adoperati per arrostire e friggere, sono ben tollerati dalla maggior parte delle persone allergiche alle arachidi. Non devono tuttavia essere assunti nel caso di un’allergia di grado elevato.

     

    Leggere sempre le avvertenze sulle confezioni. Le arachidi e i prodotti a base di arachidi, compreso l’olio, devono sempre essere inseriti nella lista degli ingredienti, anche se sono presenti in quantità estremamente ridotte. L'olio di arachidi non può quindi essere dichiarato nella lista degli ingredienti semplicemente come "olio vegetale".

     

    Tracce di arachidi possono anche finire non intenzionalmente in un prodotto alimentare durante il processo di elaborazione. Questo talvolta non si può evitare. La presenza di tracce deve essere indicata, qualora venga superato il valore massimo fissato per legge (1 g / kg) o possa essere superato (per esempio “Può contenere arachidi”). L’indicazione della presenza di tracce inferiore al valore massimo fissato per legge è facoltativa.

     

    I prodotti elencati di seguito possono contenere arachidi o tracce di arachidi:

    • fiocchi di cereali, preparati per müesli, barrette di cereali
    • prodotti di panetteria e pasticceria (torte, biscotti ecc.)
    • cioccolato
    • dolci
    • prodotti pronti
    • piatti asiatici

    Allergia incrociata ai lupini

    Il lupino fa parte, come le arachidi, della famiglia dei legumi e viene coltivato da lungo tempo nei paesi mediterranei. I semi venivano utilizzati come alimentazione per uomini e animali.

     

    Negli ultimi anni il lupino ha cominciato a essere utilizzato sempre più spesso dall'industria alimentare. I semi di lupino hanno un sapore simile a quello delle nocciole, sono in grado di ritenere l'acqua e permettono pertanto di produrre articoli di panetteria e pasticceria che si seccano più lentamente. La farina di lupino viene usata anche in altri gruppi alimentari come legante.


    Le persone allergiche alle arachidi e alla soia possono sviluppare, a causa delle similitudini proteiche, un'allergia incrociata al lupino. In caso si sia consapevoli di essere soggetti a tale reazione incrociata è necessario controllare sulla confezione dei prodotti se contengono lupino e in caso affermativo rinunciare al consumo di tali prodotti. Il lupino e i prodotti a base di lupino devono essere dichiarati, al pari di quanto previsto per le arachidi.

  • Allergie alla frutta a guscio (noci)

    La frutta a guscio o noci è costituita da frutti di diverse famiglie di piante non apparentate da un punto di vista botanico. Da un punto di vista alimentare vengono considerate noci: le mandorle (Amygdalus communis L.), le nocciole (Corylus avellana), le noci (Juglans regia), gli anacardi (Anacardium occidentale), le noci pecan (Carya illinoiesis), le noci del Parà (Bertholletia excelsa), i pistacchi (Pistacia vera), le noci di Macadamia e le noci di Queensland (Macadamia ternifolia).


    Sotto il profilo allergologico, questi frutti hanno potenziali diversi di scatenare reazioni allergiche.

     

    Noci con potenziale allergico riconosciuto

    • Oltre al kiwi, le nocciole e le noci rappresentano il fattore scatenante più diffuso di una reazione incrociata alimentare associata ai pollini in caso di allergia ai pollini di betulla. I sintomi si manifestano nella maggior parte dei casi localmente nella bocca: prurito e labbra gonfie dopo il consumo di nocciole.
    • Anche le mandorle possono causare un'allergia alimentare associata all'allergia ai pollini di betulla.
    • In caso le noci pecan causino un'allergia si tratta nella maggior parte dei casi di reazioni allergiche gravi.
    • Reazioni allergiche agli anacardi/noci del Parà sono riconosciute in caso di persone allergiche ai pollini di ambrosia.
    • La noce di macadamia contiene allergeni particolarmente potenti. Siccome tale noce viene consumate raramente le allergie che questa può causare sono poco conosciute.
    • I pistacchi causano solo raramente reazioni allergiche.

    Suggerimenti alimentari

    In caso di allergia è necessario rinunciare al consumo di noci che causano reazioni allergiche e prodotti contenenti noci.
    Gli oli alle noci raffinati vengono ben tollerati dalla maggior parte delle persone allergiche; quelli pressati a freddo sono sconsigliati.

     

    Leggere sempre le avvertenze sulle confezioni. La frutta a guscio (noci) e i prodotti a base di tale frutta devono sempre essere inseriti nella lista degli ingredienti, anche se sono presenti in quantità ridotte.

     

    Tracce di frutta a guscio (noci) possono anche finire non intenzionalmente in un prodotto alimentare durante il processo di elaborazione. Questo talvolta non si può evitare. La presenza di tracce deve essere indicata, qualora venga superato il valore massimo fissato per legge (1 g/kg) o possa essere superato (per esempio “Può contenere mandorle”). L’indicazione della presenza di tracce inferiore al valore massimo fissato per legge è facoltativa. In questo caso non occorre indicare i singoli tipi di noci, ma è possibile inserire un’indicazione generica (“Può contenere noci” oppure “Può contenere frutta a guscio”).


    Occorre prendere in considerazione la presenza di tracce di noci nei seguenti gruppi di prodotti:

    • fiocchi di cereali, preparati per müesli, barrette di cereali
    • prodotti di panetteria e pasticceria (torte, biscotti ecc.)
    • cioccolato
    • dolci
    • prodotti pronti

    I prodotti aha! “senza noci“

    I prodotti aha! con la dicitura “senza noci“ sono particolarmente adatti ai soggetti interessati. Sono preparati con particolare attenzione al fenomeno dell’allergia e controllati da organi indipendenti. I prodotti aha! della Migros garantiscono la massima sicurezza possibile.

  • Allergia al sedano

    Descrizione e sintomi

    L'allergia al sedano è da anni l'allergia alimentare più spesso diagnosticata in Svizzera soprattutto tra gli adulti. L'allergia al sedano si manifesta spesso come allergia alimentare associata all'allergia ai pollini di betulla e ambrosia (allergia alimentare associata ai pollini).

     

    In caso di allergia alimentare associata ai pollini di betulla non viene tollerato esclusivamente il sedano crudo, mentre non il sedano cotto non pone alcun problema. Le persone allergiche ai pollini di ambrosia possono invece subire reazioni allergiche anche dopo il consumo di sedano cotto.

     

    Possibili sintomi:

    • prurito, bruciore, sensazione di secchezza del cavo oro-faringeo (sindrome orale allergica)
    • vomito, nausea, diarrea
    • orticaria, edema di Quincke
    • rinite acquosa allergica, congiuntivite allergica
    • attacchi di asma, dispnea
    • vertigini, senso di soffocamento
    • choc anafilattico (choc che può risultare letale, collasso cardiocircolatorio)

    Suggerimenti alimentari

    È necessario rinunciare al consumo di sedano crudo

     

    ed eventualmente anche al consumo di sedano cotto e a prodotti che ne contengono anche quantità ridotte.

     

    Leggere sempre le avvertenze sulle confezioni. Il sedano e i prodotti a base di sedano devono sempre essere inseriti nella lista degli ingredienti, anche se sono presenti soltanto in quantità ridotte.

     

    Tracce di sedano possono anche finire non intenzionalmente in un prodotto alimentare durante il processo di elaborazione. Questo talvolta non si può evitare. La presenza di tracce deve essere indicata, qualora venga superato il valore massimo fissato per legge (1 g / kg) o possa essere superato (per esempio “Può contenere sedano”). L’indicazione della presenza di tracce inferiore al valore massimo fissato per legge è facoltativa.

     

    Possono contenere sedano i seguenti gruppi di prodotti:

    • minestre e brodo
    • salse e condimenti per insalate
    • spezie, estratti di spezie, miscele di spezie, preparati di spezie
    • prodotti pronti

    I prodotti aha! “senza sedano“

    I prodotti aha! con la dicitura “senza sedano” sono particolarmente adatti ai soggetti interessati. Sono preparati con particolare attenzione al fenomeno dell’allergia e controllati da organi indipendenti. I prodotti aha! della Migros garantiscono la massima sicurezza possibile.

  • Allergia alla soia

    Descrizione e sintomi

    Un'allergia alla soia si può sviluppare già in età infantile. Anche i giovani e gli adulti soggetti da un'allergia ai pollini di betulla possono tuttavia sviluppare una reazione incrociata di pollini di betulla e soia (allergia alimentare associatia ai pollini).

     

    Essendo le arachidi e la soia apparentate da un punto di vista botanico (entrambi appartengono alla specie della frutta a guscio), le allergie alla soia e alle arachidi si manifestano spesso contemporaneamente.

     

    Possibili sintomi:

    • prurito, bruciore, sensazione di secchezza del cavo oro-faringeo (sindrome orale allergica)
    • vomito, nausea, diarrea
    • orticaria, edema di Quincke
    • rinite acquosa allergica, congiuntivite allergica
    • attacchi di asma, dispnea
    • vertigini, senso di soffocamento
    • choc anafilattico (choc che può risultare letale, collasso cardiocircolatorio)

    Suggerimenti alimentari

    In caso di allergia alla soia è necessario rinunciare al consumo di soia e di tutti i prodotti a base di soia, tra cui:

    • farina di soia, pasta di soia
    • fiocchi di soia
    • bevande alla soia e prodotti da queste derivanti (per esempio yogurt di soia, crema alla soia, panna alla soia)
    • tofu
    • germogli di soia, germogli di fagioli verdi
    • salsa di soia
    • concentrati di soia (per esempio pasta speziata al miso, pasta da spalmare alla soia)
    • granulare di soia, tempeh

    Leggere sempre le avvertenze sulle confezioni. I semi di soia e i prodotti a base di soia devono sempre essere inseriti nella lista degli ingredienti, anche se sono presenti soltanto in quantità ridotte.

     

    Tracce di soia possono anche finire non intenzionalmente in un prodotto alimentare durante il processo di elaborazione. Questo talvolta non si può evitare. La presenza di tracce deve essere indicata, qualora venga superato il valore massimo fissato per legge (1 g/kg) o possa essere superato (per esempio “Può contenere soia”). L’indicazione della presenza di tracce inferiore al valore massimo fissato per legge è facoltativa.

     

    Il caso particolare della lecitina

    L'additivo lecitina (E 322) viene nella maggior parte dei casi ricavato dalla soia. Viene indicata nella lista degli ingredienti (per esempio “emulsionante E 322 (di soia)”). La lecitina di soia non causa solitamente reazioni allergiche.

     

    Il caso particolare dell’olio di soia

    L’olio di soia completamente raffinato viene solitamente tollerato dalle persone allergiche alla soia. Secondo quanto stabilito dalla normativa in materia di alimenti, l'olio di soia non rientra tra gli allergeni. Può essere indicato nella lista degli ingredienti di un prodotto con la semplice dicitura “olio vegetale”.

     

    Allergia incrociata ai lupini

    Il lupino fa parte, come le arachidi, della famiglia dei legumi e viene coltivato da lungo tempo nei paesi mediterranei. I semi venivano utilizzati come alimentazione per uomini e animali.

     

    Negli ultimi anni il lupino ha cominciato a essere utilizzato sempre più spesso dall'industria alimentare. I semi di lupino hanno un sapore simile a quello delle nocciole, sono in grado di ritenere l'acqua e permettono pertanto di produrre articoli di panetteria e pasticceria che si seccano più lentamente. La farina di lupino viene usata anche in altri gruppi alimentari come legante.

     

    Le persone allergiche alle arachidi e alla soia possono sviluppare, a causa delle similitudini proteiche, un'allergia incrociata al lupino. In caso si sia consapevoli di essere soggetti a tale reazione incrociata è necessario controllare sulla confezione dei prodotti se contengono lupino e in caso affermativo rinunciare al consumo di tali prodotti. Il lupino e i prodotti a base di lupino devono essere dichiarati, al pari di quanto previsto per le arachidi.

  • Allergia alle uova

    Descrizione e sintomi

    Come l'allergia alle proteine del latte, l'allergia alle uova si manifesta soprattutto nei bambini anche se più raramente dell'allergia alle proteine del latte vaccino. La maggior parte dei bambini sviluppa con l’età una tolleranza e può di nuovo consumare uova.

     

    Possibili sintomi:

    • vomito, diarrea
    • attacchi di asma, dispnea
    • eczema (orticaria)
    • choc anafilattico (choc che può risultare letale, collasso cardiocircolatorio)

    Suggerimenti alimentari

    I soggetti interessati devono rinunciare al consumo di uova di gallina, piatti a base di uova, ingredienti contenenti uova. In certi casi piccoli residui di uova, ad esempio presenti in torte, vengono tollerati se cotti ad alte temperature. Rivolgersi a un esperto per chiarimenti al riguardo.

     

    Possono contenere uova i seguenti prodotti:

    • torte, pasticcini dolci e salati, biscotti
    • dolci come creme, gelato, pasticcini, mousse
    • maionese, salse, minestre
    • prodotti da spalmare, panini imbottiti
    • pietanze impanate
    • paste alimentari
    • prodotti Cornatur
    • arrosto, hamburger
    • bevande e shake a base di latte
    • sfornati

    Leggere sempre le avvertenze sulle confezioni. Le uova e i prodotti a base di uova devono sempre essere inseriti nella lista degli ingredienti, anche se sono presenti soltanto in quantità ridotte.

     

    Tracce di uova possono anche finire non intenzionalmente in un prodotto alimentare durante il processo di elaborazione. Questo talvolta non si può evitare. La presenza di tracce deve essere indicata, qualora venga superato il valore massimo fissato per legge (1 g / kg) o possa essere superato (per esempio “Può contenere uova”). L’indicazione della presenza di tracce inferiore al valore massimo fissato per legge è facoltativa.

     

    Il caso particolare della lecitina

    L'additivo lecitina (E 322) può anche essere ricavato dalle uova. Viene indicato nell’elenco degli ingredienti (per esempio “emulsionante E 322 (di uova)”). La lecitina di uova non causa solitamente reazioni allergiche.

     

    Il caso particolare del lisozima

    L'additivo lisozima (E 1105) viene nella maggior parte dei casi ricavato dalle uova. Viene indicato nella lista degli ingredienti (per esempio “conservante E 1105 (di albume)”). Il lisozima di uova non causa solitamente reazioni allergiche.

     

    I prodotti aha! “senza uova“

    I prodotti aha! con la dicitura “senza uova” sono particolarmente adatti ai soggetti interessati. Sono preparati con particolare attenzione al fenomeno dell’allergia e controllati da organi indipendenti. I prodotti aha! della Migros garantiscono la massima sicurezza possibile.

  • Intolleranza al lattosio

    Descrizione

    L'intolleranza al lattosio è l'incapacità di assimilare e digerire lo zucchero presente nel latte (lattosio). L'organismo delle persone intolleranti al lattosio (in Svizzera circa una persona su sette) riesce a produrre l'enzima digestivo lattasi solo in quantità insufficiente o non riesce a produrlo del tutto.

     

    Sintomi 

    La carenza di lattasi fa sì che lo zucchero del latte non possa essere degradato nell’intestino tenue nei suoi composti più semplici, il glucosio e il galattosio. Lo zucchero del latte finisce così nel colon, dove fermenta.

     

    Flatulenze, crampi allo stomaco e diarrea possono essere la conseguenza del consumo di latte e dei suoi derivati.

     

    Molte delle persone colpite non conoscono la causa dei loro disturbi oppure, intuitivamente, evitano gli alimenti che provocano tali sintomi.

     

    Suggerimenti alimentari

    La tollerabilità del lattosio si differenzia molto da individuo a individuo. Nella maggior parte dei casi è sufficiente evitare il consumo di latte e scegliere prodotti facilmente tollerabili e digeribili.

    • latte privo di lattosio
    • formaggi maturi (formaggio a pasta dura, medio dura o morbida)
    • prodotti a base di latte acido, yogurt privo di lattosio

    Persone particolarmente sensibili sono costrette a limitarsi al consumo di prodotti totalmente privi di latte:

    • bevande a base di soia (“latte di soia”)
    • “yogurt di soia”
    • bevande a base di riso
    • margarina priva di lattosio
    • gelati privi di lattosio

    Si devono innoltre evitare anche i prodotti che contengono quantità minime di latte o lattosio.

     

    Leggere sempre le avvertenze sulle confezioni. Il latte e i prodotti a base di latte (panna, burro, formaggio ecc.) devono sempre essere inseriti nella lista degli ingredienti, anche se sono presenti soltanto in quantità trascurabili. Questo vale anche per il lattosio.

     

    Tracce di latte possono anche finire non intenzionalmente in un prodotto alimentare durante il processo dielaborazione. Questo talvolta non si può evitare. La presenza di tracce deve essere indicata, qualora venga superato il valore massimo fissato per legge (1 g / kg) o possa essere superato (per esempio “Può contenere latte”). L’indicazione della presenza di tracce inferiore al valore massimo fissato per legge è facoltativa.

     

    I prodotti aha! privi di lattosio

    I prodotti aha! con la dicitura “senza lattosio” sono particolarmente adatti ai soggetti interessati. Sono preparati con particolare attenzione al fenomeno dell’intolleranza e controllati da organi indipendenti. I prodotti aha! della Migros garantiscono la massima sicurezza possibile.

  • Celiachia (intolleranza al glutine)

    Descrizione

    La celiachia è l’incapacità dell'intestino tenue di assimilare e digerire il glutine, una proteina contenuta nei cereali. La stima della frequenza di questa malattia è pari a 1:100. Il numero degli adulti intolleranti al glutine è in costante aumento; la malattia è più frequente nelle donne.

     

    Sintomi

    I sintomi sono di diversa natura. Negli adulti si tratta di carenza di ferro e disturbi gastrici e intestinali, nei bambini riguarda soprattutto disturbi dello sviluppo e della flora. Qualora si sospetti di avere tale malattia, un'analisi del sangue (test anticorpi) da parte del medico fornirà i necessari chiarimenti. Ai fini della precisione della diagnosi è necessario procedere anche a una biopsia dell’intestino tenue (prelievo di tessuto dell’intestino tenue).


    Suggerimenti alimentari

    Il trattamento consiste nell’osservare una dieta priva di glutine per tutta la vita. Con il termine glutine si indicano determinate proteine contenute nei seguenti cereali: frumento, farro (incluso il frumento verde essiccato), orzo, segale e avena. Chi osserva una dieta priva di glutine, deve quindi evitare tutti questi cereali e tutti i prodotti e alimenti che ne derivano quali pane, biscotti, pasta, fiocchi, pan grattato, salse a base di farina ecc...

     

    Mais, riso, patate, miglio, grano saraceno, soia ecc. sono privi di glutine e rappresentano pertanto un'ottima alternativa ai cereali contenenti glutine. Altri alimenti di base e non lavorati privi di glutine sono: latte, latticini, carne, pesce, uova, verdura, frutta, oli e zucchero.

     

    Leggere sempre le avvertenze sulle confezioni. Il frumento che contiene glutine e i prodotti a base di esso (farina, amido ecc.) devono sempre essere inseriti nella lista degli ingredienti, anche se sono presenti soltanto in quantità ridotte.

     

    Tracce di glutine possono anche finire non intenzionalmente in un prodotto alimentare. Questo talvolta non si può evitare. La presenza di tracce deve essere indicata, qualora venga superato il valore massimo fissato per legge (10 mg di gliadina (= 20 mg di glutine)) o possa essere superato (per esempio “Può contenere glutine”). L’indicazione della presenza di tracce inferiore al valore massimo fissato per legge è facoltativa. 


    I prodotti aha! privi di glutine

    I prodotti aha! senza glutine con la dicitura “senza glutine” e il simbolo della spiga barrata sono particolarmente adatti per i soggetti interessati. Sono preparati con particolare attenzione al fenomeno della celiacia e controllati da organi indipendenti. I prodotti aha! della Migros garantiscono la massima sicurezza possibile.

  • Reazioni d’intolleranza non definite (pseudoallergie)

    È difficile operare una distinzione tra le pseudoallergie e le vere e proprie allergie partendo dai sintomi, tuttavia le prime non attivano il sistema immunitario. Il meccanismo che le scatena è a tutt’oggi non chiaro. Spesso si manifestano soltanto con un breve arrossamento senza prurito e con eczemi sul volto e nella zona del decolleté, e dopo un quarto d’ora spariscono.

     

    Le reazioni pseudoallergiche non definite riguardano reazioni avverse nei confronti di alimenti naturali o di additivi quali gli azocoloranti o altri tipi di coloranti, conservanti, antiossidanti ed esaltatori di sapidità. Le pseudoallergie agli additivi sono estremamente rare: meno dello 0,1% della popolazione reagisce agli additivi presenti negli alimenti.

     

    Azocoloranti e altri tipi di coloranti:

    • E102 (tartrazina)
    • E110 (giallo tramonto FCF, giallo arancio S)
    • E120 (cocciniglia, acido carminico, carminio)
    • E122 (azorubina, carmoisina)
    • E123 (amaranto)
    • E124 (ponceau 4R, rosso cocciniglia A)
    • E127 (eritrosina)
    • E129 (rosso allura AC)
    • E131 (blu patent V)
    • E132 (indigotina, indigocarminio)
    • E133 (blu brillante FCF)
    • E151 (nero brillante BN, nero PN)
    • E155 (marrone HAT),
    • E180 (litolrubina BK)

    Conservanti / antiossidanti:

    • acido sorbico (E200)
    • acido benzoico (E210 – 215, E218 – 219)
    • gallato (E310 – E312)
    • BHA (E320)
    • BHT (E321)
    • sulfito (E220 – 224, E226 – 228)

    Esaltatori di sapidità:

    • glutammato (E620 – 625)

    Dichiarare gli additivi con il numero E o il loro nome consente ai soggetti interessati di evitare di assumere additivi che possono causare l’insorgenza di problemi.

Informazioni importanti

L’opuscolo e il pieghevole “Allergeni nelle derrate alimentari: per essere ben informati” dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aiutano gli interessati a comprendere meglio le disposizioni di legge e le indicazioni riportate sui prodotti:

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