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I mirtilli di S. Antonino

Le bacche coltivate da Cesare Bassi sono pronte a conquistare il palato dei buongustai.

Da alcune settimane sugli scaffali di Migros Ticino possiamo acquistare e gustare i mirtilli ticinesi. Una parte di essi provengono da S. Antonino, dove l’azienda Bassi li coltiva ormai da oltre vent’anni. I frutti, anche se hanno l’aspetto di bacche, in realtà sono false bacche, perché si originano, oltre che dall’ovario, da sepali, petali e stami. La raccolta dei mirtilli dura circa 40 giorni e, come ci spiega Cesare Bassi, comincia già da metà giugno: «Avviene in modo rigorosamente manuale: con il consistente appoggio della moglie Raffaella e dei suoceri Tino e Silvietta, visitiamo le 350 piante della piantagione (distribuita su 1500 m²) due volte a settimana». In questo modo i frutti vengono raccolti al culmine della loro maturazione e il giorno seguente sono a disposizione dei clienti.

I quantitativi variano secondo la stagione, ma si aggirano tra i sette e i dieci quintali, prodotti in modo completamente naturale: «I mirtilli non hanno per ora bisogno di alcun tipo di trattamento fitosanitario; l’unico problema, recente, è l’arrivo della Drosophila suzukii, un moscerino che attacca i mirtilli maturi». Per limitare i danni, l’azienda Bassi posiziona diverse trappole nel frutteto, delle bottiglie con una miscela a base di aceto dove l’insetto viene attratto. Un’altra minaccia arriva invece dal cielo, dagli uccelli (passeri e merli) che sono particolarmente ghiotti di mirtilli: «Non sempre mangiano il frutto, ma anche solo beccando i mirtilli li rendono invendibili», racconta il dinamico agricoltore.

Per salvare i frutti, anche dalla grandine, è quindi necessario coprire le colture con delle reti, chiuse ermeticamente. L’azienda Bassi di Sant’Antonino è attiva anche con i ribes o con le ciliegie, mentre in agosto sarà il tempo delle mele che, assieme alla vigna, completano i 16 ettari dell’azienda famigliare situata all’imbocco del Piano di Magadino. Oltre alle colture frutticole, Cesare Bassi si occupa anche di circa 25 vacche nutrici che, con i loro vitelli d’estate salgono sull’alpeggio, lasciando un più di tempo a lui e ai famigliari per dedicarsi alla fienagione e alla raccolta di frutti, bacche e degli altri prodotti della terra. / Elia Stampanoni

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